La sposa sembrava avere un'aria vagamente assente. Non rivolse minimamente la sua attenzione verso lo steward che indicava le procedure da seguire in caso di problema: depressurizzazione, atterraggio imprevisto... ammaraggio. Gianna pensò con un pizzico di ironia che tale possibilità era abbastanza lontano dal potersi verificare sulla tratta Milano-Parigi. Anche se, forse c'è qualche lago svizzero che attraversiamo, o forse andiamo a finire nel lago di Garda. Che storia pensò, a due passi da casa mia.
Mentre Gianna rifletteva su improbabili disavventure, lo steward finì il suo discorso. Diavolo, non ho seguito nulla di quella che ha detto... vabbé, non succederà mai nulla. E se succedesse Silvio avrà seguito bene e mi potrà aiutare. O no. Magari starà pensando la stessa cosa. Pazienza. Va a finire che l'unica che ha seguito è la sposa.
Pensato questo, da brava viaggiatrice della domenica, Gianna tirò fuori le parole crociate e cominciò il rituale che l'accompagnava durante tutti i suoi viaggi. Rituale che svolgeva senza troppo successo. Amava più che altro il clima di collaborazione che si instaurava con i compagni di viaggio. Sette verticale, ottavo re di Roma. Ouf, non la so. Provo a chiedere a Silvio? Dorme. Che noia. Chiedere alla sposa. No. Eppoi c'è Silvio in mezzo, che noia. Così Gianna studiò un'astuta strategia. Alzarsi, dover cercare qualcosa nella borsa, sedersi nel posto vicino alla sposa incomincio a attaccare bottone. In fondo la incuriosiva quello strano personaggio. E così fece, attenta a non svegliare Silvio, sgusciò abilemente. Permesso scusi, scusi se la disturbo...
mercoledì 17 marzo 2010
martedì 16 marzo 2010
Over the Rainbow - 2 La sposa...
La sala di attesa era piena di persone annoiate, e spazientite. Una giovane madre stava cercando, senza grande successo, di addormentare il suo neonato, mentre il marito conversava al telefono ormai da 20 minuti; le ultime pratiche di lavoro prima di potersi concedere un week-end di riposo. Poco distante un'anziana coppia stava collaborando al completamento di un cruciverba. Non vi era alcun dialogo tra i due, e i loro sguardi non si incontravano che tra le casella di quella scacchiera. Il loro silenzio era talvolta interrotto da qualche parola seguita da un numero e da un "verticale" oppure un "orizzontale". La loro complicità e la loro intesa erano tali che ogni altro gesto o discorso sarebbe stato superfluo, o perfino fuorviante. L'attesa all'aeroporto fu lunga ma l'imbarco fu rapido ed efficace: in 10 minuti Gianna e Silvio si trovarono incollati ai sedili dell'aereo e pronti a partire. Gianna si era seduta sulla poltrona vicino al finestrino, Silvio accanto a lei; la terza poltrona fu occupata da una sposa. Probabilmente il termine sposa non era il più appropriato per riferirsi a quella donna, visto che in generale implica l'appartenenza ad una coppia. Lei invece, intorno ai 30, pelle chiara, cappelli castani, piccoli occhi verdi, ed un dolce sorriso sempreverde stampato sulle sottili labbra rosse, quel viaggio per Parigi si apprestava a farlo da sola. Però lo avrebbe fatto indossando un candido e voluminoso abito da sposa.
Over the Rainbow - 1 Si parte...
Era l'11 maggio 2009, una di giornate come tante altre, all'aeroporto di Milano. Una giornata speciale, per molta di quella gente che popola l'aeroporto.
Gente che parte in vacanza,
gente che ha paura di prendere l'aereo ma deve farcela, deve vincere la paura,
gente stressata che parte per lavoro,
gente che va con il proprio ragazzo nella città dell'amore, la citta sognata fin dai tempi dell'adolescenza.
Ma tenuta li, lontana fino a che non si trova l'amore giusto, quello vero.
Effettivamente Gianna non era affatto sicura che quello fosse l'amore giusto, anzi, pensava fosse proprio il contrario... ma lui no, ne era convinto. Per non contraddirlo più che per convinzione, Gianna si era rassegnata a partire, tanto più che lui aveva voluto a tutti i costi pagare tutte le spese. E così lei era lì, seduta, in attesa del check-in perchè erano arrivati troppo in anticipo perchè meglioarrivareprimanonsisamaitcetc e voilà, un'ora di noia prima di partire, viaggio ancora lungo... ufff....
Ma perchè mi sono fatta convincere proprio non me lo spiego, pensava Gianna mentre sfogliava una rivista di moda da due soldi. Non sapeva ancora che quel week-end le avrebbe cambiato pas mal di cose...
Gente che parte in vacanza,
gente che ha paura di prendere l'aereo ma deve farcela, deve vincere la paura,
gente stressata che parte per lavoro,
gente che va con il proprio ragazzo nella città dell'amore, la citta sognata fin dai tempi dell'adolescenza.
Ma tenuta li, lontana fino a che non si trova l'amore giusto, quello vero.
Effettivamente Gianna non era affatto sicura che quello fosse l'amore giusto, anzi, pensava fosse proprio il contrario... ma lui no, ne era convinto. Per non contraddirlo più che per convinzione, Gianna si era rassegnata a partire, tanto più che lui aveva voluto a tutti i costi pagare tutte le spese. E così lei era lì, seduta, in attesa del check-in perchè erano arrivati troppo in anticipo perchè meglioarrivareprimanonsisamaitcetc e voilà, un'ora di noia prima di partire, viaggio ancora lungo... ufff....
Ma perchè mi sono fatta convincere proprio non me lo spiego, pensava Gianna mentre sfogliava una rivista di moda da due soldi. Non sapeva ancora che quel week-end le avrebbe cambiato pas mal di cose...
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